domenica 20 agosto 2017

La Picard

Parlando di caffettiere, quando si menziona la Picard, tutti si ricordano della Picard di Londra.
Ma in questo caso avrei qualche dubbio.
Siamo di fronte ad una piccola - grande meraviglia.
Una macchina da caffè "vacuum" in grado di funzionare anche come semplice percolatore.
 La Picard è in rame placcata argento.
Non me la sono sentita di andare a restaurare le parti consumate: questa macchina è perfetta così.

 Molto elegante il coperchio con pomellino in legno.
 Il rubinetto è perfettamente funzionante, segno di un'ottima qualità costruttiva.
 Il filtro a rete a maglie medio-larghe necessitava di caffè macinato abbastanza grosso.
Notate i fili di canapa che garantivano la tenuta del vuoto.
 Nessun dubbio sul numero di tazze ottenibili.
 Picard scritto in corsivo, senza l'indicazione dell'indirizzo:
siamo sicuri che fosse la stessa manifattura?
Forse siamo di fronte allo stesso Picard che nel 1851 brevettava una caffettiera (brevetto n° 12046) a Le Havre in Francia?
Ecco il particolare che rendeva speciale questa Picard: una valvola di sfiato provvista di foro laterale che fungeva da fischiotto.
Quando l'acqua entrava in ebollizione avvisava sonoramente che era giunto il momento di avvitarla.
La pressione del vapore spingeva l'acqua nel recipiente superiore in vetro dove si mescolava al caffè.
A qusto punto si poteva scegliere se spegnere la fiamma e far si che il vuoto che si creava nel recipiente inferiore risucchiasse rapidissimamente la bevanda, oppure sempre spegnendo la fiamma bastava svitare la valvola (in questo caso "rompivuoto") per avere una percolazione più lenta, per gravità.
 Il fornello però sembra molto...inglese.
Ed infatti i due misurini in dotazione lo confermano: "C" per COFFEE.. e "W" per WATER.
Il mistero quindi rimane.

Quello che è certo è che questa è una delle più belle macchine "commerciali" mai prodotte.
Nella mia classifica personale tra le top 50 senza alcun dubbio.

La Serenissima di Balzano


 Per anni abbiamo pensato che erroneamente si chiamasse "Mercurio".
Probabilmente ingannati da qualche descrizione su un sito di vendita.
Ed invece le ali poste sul coperchio simboleggiavano il Leone Alato, simbolo della Repubblica Veneziana (la Serenissima).
 Eravate indecisi su quale colore preferirla?
Non riesco a decidermi, quindi le gradirei tutte!
 Una caffettiera da due tazze!
Bellissima, proporzionata, perfetta.
 La parte superiore dipinta a polveri termoresistenti, quella inferiore in acciaio inox.
 Ogni particolare trasuda qualità e bellezza (come la maggior parte delle caffettiere Balzano).
 Posso essere soddisfatto per oggi: 
"non è vero che non si trova più nulla".

mercoledì 16 agosto 2017

Alla ricerca del caffè perfetto con la moka (parte 2)


Qual è il nemico peggiore quando estraiamo la nostra nera bevanda con la moka?
Chi mi segue da tempo lo saprà già: 
la temperatura.
La moka sfrutta il principio termo fisico della pressione del vapore; grazie ad esso l'acqua contenuta all'interno della caldaia viene spinta attraverso il caffè macinato.
Ma il vapore è caldo.
Troppo caldo.
Terribilmente caldo.

La temperatura ottimale di estrazione (e qui ci vengono in aiuto i veri esperti) è al di sotto dei 100 °C (92 - 96 °C)



Come ridurre questa temperatura?
Dopo circa un mese di studi e prove ho sviluppato questa tecnica che è sicuramente perfettibile (scrivetemi o chiamatemi per le vostre migliorìe).
Vorrei battezzarla come la tecnica del "letto bagnato".

 
Di fatto andremo a replicare la preinfusione che ogni barista e appassionato ben conosce, solo con scopi ben differenti.
Dopo aver preparato la nostra dose ottimale di caffè la bagniamo con acqua calda (o fredda).


Mescolando con cura otterremo una sorta di "pappa" che andrà inserita nel filtro della moka.


L'aumento di volume non è eccessivo quindi riuscirete a riempirlo completamente senza creare inutili "montagnette".


A questo punto basterebbe avvitare la cuccuma ma ho voluto rispolverare una mia tecnica che ha raccolto molti proseliti entusiasti oltreoceano: il filtro aggiuntivo di carta.


Per chi non sapesse di cosa si tratta, un click sul link è certamente consigliato.
Stavolta ho ritagliato una circonferenza più larga, che comunque non incide in alcun modo sulla corretta tenuta della guarnizione di gomma.


Ponete la vostra moka su un fuoco medio alto ed attendete...


Nel caso in cui si utilizzi una delle recentissime moke Bialetti "made in Romania" il coperchio non rimarrà aperto in nessun modo.  
Evito ogni tipo di commento a riguardo...
Un elastico vi permetterà di monitorare l'estrazione.
Ricordo che non servono paraspruzzi se la vostra guarnizione è in buone condizioni: il flusso in uscita deve essere lento e regolare.


Quando la cuccuma sarà piena a metà, spegnete il fuoco o rimuovete la moka dalla fonte di calore.
La pressione residua farà fuoriuscire il caffè restante senza raggiungere temperature eccessive.


Al termine dell'estrazione avremo circa 90°C nella zona al di sopra del filtro superiore e circa 71°C all'interno della cuccuma.
Utilizzando il macinato asciutto i valori salgono rispettivamente a 96°C e 78 °C.
Lasciando "borbottare" la moka, quindi permettendo al vapore di attraversare il macinato si raggiungono addirittura i 107°C e 83°.

Maggiore la temperatura...più amaro il caffè (e più cattivo).


"ma alla fine il caffè è davvero più buono?".

Si. 
Migliora notevolmente.

"ma come funziona?"

Penso che il caffè macinato crei una sorta di tappo: bagnandolo favoriamo il flusso dell'acqua a pressioni (e temperature) inferiori.

 

Ovviamente bisogna avere pazienza.
Ritualizzare il procedimento.
Rieducare il palato ad aromi e retrogusto inaspettati.

Dopo 84 anni finalmente una rivoluzione?




Alla ricerca del caffè perfetto con la moka (parte 1)




Quante volte ho ascoltato la stessa domanda:
"lei che è un esperto di caffettiere... (e già il preambolo crea ansia) 
...ci dica qual è il metodo migliore per fare un caffè con la moka".
Quali sono i "trucchi"?
Qual è il caffè migliore?
Quale è la caffettiera migliore?

Ogni domanda, per quanto perfettamente lecita, mi mette sempre in difficoltà.
Posso dare un opinione.
Posso spiegare il motivo dei miei ragionamenti.
Ma spesso la lucida logica si scontra con la realtà oggettiva.

In questi casi mi è sempre di conforto quanto ho appreso in questi anni dal mio grande amico Mik:
"se proprio devo dichiarare una cosa, devo dimostrarla".

Ma un "buon caffè" è una percezione gustativa individuale.
Come posso essere oggettivo?
In che modo posso dar maggior peso alle mie affermazioni?



La tecnologia aiuta molto.
E una serie di test casalinghi condotti tra ieri e oggi mi può finalmente far affermare che
"si può fare! un buon caffè con la moka si può fare!".




mercoledì 12 luglio 2017

Andorra Express Alpu Puppieni (6 tazze)




Tra i vari cloni della Moka Bialetti la Andorra è una delle mie preferite.
Giocando sul numero delle sfaccettature (10 la Andorra, 8 la Moka) non si rischiavano denunce per plagio.
Anche se... la somglianza è imbarazzante.
1500 lire, un prezzo onesto per la fine degli anni '60.
Il manico della sei tazze è "furbo" in quanto riusciva a prevenire con efficacia le eventuali scottature del dito mignolo.
Questo è uno dei grandi misteri italiani : Andorra o Andorre?
Il signor Puppieni ci teneva a farci sapere di aver acquistato un oggetto pregiato.
Possiamo notare la caratteristica valvola di sicurezza incassata. 
Molto elegante.
La macchina aperta non svela ulteriori segreti.
Concludo con due foto fornitemi gentilmente dalla fam. Puppieni:
qui sopra il cav. Alfonso
e qui sotto il "casco d'oro", la famosa Caterina Caselli
che il 25 giugno del 1967 deliziò gli abitanti di Crusinallo sponsorizzata dalla Puppieni.
La Andorra (o Andorre) Express risultava ben evidente, in bella vista.

Chissà se Alfonso Bialetti era lì quel giorno, in prima fila...


martedì 11 luglio 2017

Verbanus Express - Meazza & Masciardi

Brevetto n°74593
Società Meazza & Masciadri
Casale Corte Cerro
14/10/1959
"Caffettiera a filtro a forma di clessidra formata da due parti a solido di rotazione separate da una fascia cilindrica"
 La famosissima
La bellissima
La celeberrima
La più sexy

La Signora Caffettiera.
 Tutti la conoscono.
Tutti i collezionisti ne possiedono qualcuna.
Qualcuno ha la serie completa.
 Ma oggi non vi voglio presentare la "Nuova Verbanus Express".
Oggi voglio condividere quella che reputo essere la seconda versione della Verbanus Express.
La prima probabilmente aveva il tappo privo di sistemi di ritenzione alla cuccuma.
La seconda fu brevettata il 15/11/1960 (brevetto 81424) con la seguente descrizione:
 "Caffettiera a filtro munita di un coperchio di chiusura che si impegna mediante una molla a lamina."
 Geniale sistema!
Basta appoggiare il coperchio e premere delicatamente.
Click!
 Notiamo il sistema "super filtro" presumibilmente copiato dalla Bialetti, dove mediante una pressa si creava un incavo a forma di croce (o di X) per aumentare leggermente la quantità di caffè all'interno del filtro.
 L'imbuto aveva questo ricalco al temine del tubicino (forse per batterlo e comprimere il caffè?).
 L'uscita del camino già presentava il caratteristico intaglio che spruzzava il caffè verso il basso (soluzione ottimale).

Amo questa caffettiera.
Forse la primissima della mia collezione.
Vent'anni fa.
Se qualcuno fosse in possesso di una Verbanus con coperchio privo di molla... si faccia avanti!

Il collezionismo malato

Negli ultimi mesi mi è successo per ben tre volte: mi aggiudico un asta, oppure trovo su un sito di vendita un vero affare e attivo la proce...