lunedì 9 luglio 2018

Filtro IMS - Espresso Brewing da Competizione per Moka (2)


Mi piacciono i test.
Mi diverto e soprattutto li vivo con la giusta curiosità.
Il problema è sempre quello delle aspettative e dei condizionamenti.
Quello che ci vuole è il metodo per poi poter formulare un paradigma, ovvero 
"un risultato scientifico universalmente riconosciuto che, per un determinato periodo di tempo, fornisce un modello e soluzioni per una data comunità di scienziati"


PARADIGMA
  • ciò che può essere osservato come tale
  • il tipo di domanda che si suppone possa essere fatta e sondate le risposte in relazione al problema
  • come queste domande sono strutturate
  • come dovrebbero essere interpretati i risultati di indagini scientifiche
  • come dovrebbe essere condotto un esperimento e quale attrezzatura è disponibile per condurre l'esperimento.   
(fonte: Wikipedia)
Descriverò quindi il mio metodo, e ovviamente rimango sempre pronto a modificarlo o migliorarlo in base ai vostri suggerimenti.
Ho utilizzato:
  •  una moka Bialetti da tre tazze
  • un cronometro (il mio fidato cellulare Vernee X)
  • una bilancia di precisione Proster 
  • un termometro a doppia sonda Benetech GM1312
  • caffè Moka Jenne Nigra in grani del costo di circa 15 euro il kg
  • una bottiglia di acqua oligominerale Levissima
  • un macinacaffè Mazzer Super Jolly
  • un filtro IMS da competizione e relativa guarnizione in silicone
  • un filtro in carta Melitta Gourmet ritagliato alla stessa misura del filtro IMS
  • un cucchiaio da assaggio
  • un bricco scalda acqua
  • tazze capienti
Temperatura ambiente 27 °C
Pressione 1017 mbar
Umidità relativa 76%
I valori standard da me stabiliti per le otto prove eseguite sono:
  • 16,85 grammi di caffè macinato
  • Grado di macinatura a 4,5
  • 152 grammi (millilitri) di acqua
  • Moka raffreddata e riportata a temperatura ambiente dopo ogni prova
(nota: la scala della bilancia era impostata su un altra unità di misura: comunque la prova non è stata inficiata in quanto la costanza dei pesi è stata rispettata per ogni test)


I tempi indicati successivamente sono in minuti: il valore dopo la virgola va inteso come secondi.
Sono stati registrati i valori di T1 inserendo la sonda all'interno del camino,
mentre la T2 è la temperatura nella cuccuma superiore, dove si raccoglie il caffè.

Quindi la T1 non va intesa come la temperatura di estrazione dell'acqua, bensì una temperatura immediatamente successiva all'estrazione stessa.
Sono state registrate le temperature al momento dell'uscita delle prime gocce di caffè dal camino e al termine dell'estrazione, comprensiva di fase "vulcanica" ovvero al primo accenno di borbottìo della moka senza lasciare che tale fase si prolunghi (con aumenti eccessivi di temperatura).

1° test:
Moka in condizioni standard e fiamma al massimo (comunque entro il diametro della base)

1 tempo (min) Temp. 1 (°C) Temp. 2 (°C)
uscita camino 6,28 56,8 72,9
termine estrazione 7,15 74,3 93,6


In questo caso va posta l'attenzione alla T2.2
Giudizio personale al palato su una scala da 1 a 10 : 4


2° test:
Moka con filtro IMS e fiamma al massimo (comunque entro il diametro della base)

2 tempo (min) Temp. 1 (°C) Temp. 2 (°C)
uscita camino 6,49 64,7 81,2
termine estrazione 7,21 72,2 90,2


Notiamo  due temperature apparentemente contrastanti: una T1.1 più alta ed una T2.2 più bassa. Questo dipende secondo me dai diametri dei fori che frenano idraulicamente il flusso, dilatando il Tempo1 di circa 20 secondi.
Giudizio personale al palato su una scala da 1 a 10 : 5


3° test:
Moka in condizioni standard e fiamma al minimo 

3 tempo (min) Temp. 1 (°C) Temp. 2 (°C)
uscita camino 8,31 63,5 72,9
termine estrazione 9,28 76 94,9


Notiamo l'aumento di circa 2 minuti sull'estrazione totale e delle temperature in generale.
I sapori in tazza sono completamente compromessi. Molto amaro e diversi sentori di gomma bruciata.
La T1.1 è più alta di 7,7 °C rispetto al 1° test.
Giudizio personale al palato su una scala da 1 a 10 : 3


4° test:
Moka con filtro IMS e fiamma al minimo

4 tempo (min) Temp. 1 (°C) Temp. 2 (°C)
uscita camino 8,12 63 80,3
termine estrazione 9,08 75,5 90,3


In  questo caso rispetto al 2°test il filtro IMS fà nettamente la differenza, riducendo al minimo gli sbalzi di temperatura.
 La T2.2 è praticamente identica nonostante un aumento di 1 minuto e 40 secondi sull'estrazione totale. Nonostante ciò l'aumento dei tempi influisce negativamente sul sapore, evidenziando i difetti intrinsechi del caffè Moka Jenne.
Giudizio personale al palato su una scala da 1 a 10 : 4


5° test:
Moka con filtro IMS e fiamma media: tecnica del "letto bagnato" 

5 tempo (min) Temp. 1 (°C) Temp. 2 (°C)
uscita camino 3,47 56,5 73,4
termine estrazione 4,32 53,4 86,7

E qui ecco arrivare la prima grossa sorpresa:
tempi quasi dimezzati e temperature T1.1 e T2.2 inferiori di quasi 20°C.
La tecnica l'ho già spiegata in più occasioni.
All'assaggio non si notano difetti evidenti, una buona acidità peraltro non eccessiva, una nota amara delicata. Rispetto ai precedenti test un abisso.
Giudizio personale al palato su una scala da 1 a 10 : 7,5
(nota: questo è il valore massimo ottenibile con la moka da questo caffè)


6° test:
Moka con filtro IMS e fiamma media: tecnica del "letto bagnato + filtro in carta" 

6 tempo (min) Temp. 1 (°C) Temp. 2 (°C)
uscita camino 3,15 55,6 75,8
termine estrazione 5 49 86,4
 
In questo caso il filtro supplementare riduce il tempo di inizio estrazione rispetto al test N°5 ma, rallentando il flusso, fa aumentare di 30 secondi il tempo totale.
La T2.2 rimane sostanzialmente la stessa. 
Ovviamente il filtraggio in carta regala una tazza più pulita ed equilibrata, simile comunque a quella del test precedente anche se con meno corpo.
Giudizio personale al palato su una scala da 1 a 10 : 7




7° test:
Moka con filtro IMS e fiamma media: tecnica del "letto mezzo bagnato"  
7 tempo (min) Temp. 1 (°C) Temp. 2 (°C)
uscita camino 2,48 64,8 73,4
termine estrazione 3,34 59,1 91,6

In questo caso ho impiegato meno acqua del solito per bagnate il caffè macinato.
Le temperature sono più alte rispetto al test N° 5 anche se i i tempi di estrazione si riducono ulteriormente.
L'amaro diventa predominante e copre gli altri aromi e profumi: nonostante ciò la tazza raggiunge la sufficienza.
Giudizio personale al palato su una scala da 1 a 10 : 6


8° test:
Moka con filtro IMS e fiamma media: tecnica del preriscaldamento dell'acqua a 80 °C

8 tempo (min) Temp. 1 (°C) Temp. 2 (°C)
uscita camino 1,52 71,2 88,8
termine estrazione 2,27 75,3 93,6

Questa tecnica viene utilizzata da molti appassionati: i numeri parlano chiaro però.
Tempi estremamente ridotti ma un estrazione a temperature elevate.
Al palato l'amaro è accentuato, ma non quanto il terzo test.
Giudizio personale al palato su una scala da 1 a 10 : 5



Una valutazione finale del filtro IMS?
Mi piace.
Funziona, certamente migliora la qualità del caffè:
diventerà il "mio" filtro.

Questi test mi hanno fatto comprendere meglio e confermare le mie esperienze riguardo le molteplici variabili che riguardano la moka, e siamo solo all'inizio.....

Consiglio quindi una fiamma media e la tecnica del letto bagnato. 
Il filtro Ims per chi non si accontenta ma soprattutto per chi utilizza caffè di qualità.

Attenzione alla quantità d'acqua che impiegate per bagnare il caffè: diventa una variabile molto influente.

Per l'acquisto potete rivolgevi a Rubens Gardelli
click sul link

Se 22 euro più spedizione vi sembrano tanti, vi capisco.
Io nel frattempo ho installato il filtro IMS nella mia moka.. definitivamente.

venerdì 6 luglio 2018

Filtro IMS - Espresso Brewing da Competizione per Moka (1)

I puristi sobbalzeranno dalla sedia:
un filtro per moka.. da competizione??
 
I "colleghi" baristi storceranno il naso:
che senso ha un filtro "speciale" per la "semplice" moka?
 Il mondo delle competizioni dei baristi è lontano anni luce dagli utilizzatori della moka.

Macinature micrometriche, variazioni della temperatura di estrazione di decimi di grado, scelta accuratissima della tostatura, altre decine di parametri..e tantissimi tatuaggi (quelli sono davvero indispensabili!).

Per contro abbiamo il consumatore medio che si sveglia la mattina e mezzo rimbambito riempie la caldaia della moka senza  nemmeno guardare quanta acqua metterci.. 3 cucchiaiate di caffè, una bella avvitata e via sul fuoco!

Può un filtro, per quanto accuratamente realizzato, migliorare il gusto del nostro caffè?
E come mai?
Scopriamolo assieme...
 Una volta aperta la confezione troverete questi due oggetti:
una guarnizione ed un filtro.
La guarnizione è in silicone, molto più performante rispetto alla gomma.
 Come potete ben osservare ci troviamo davanti ad un filtro ad altissima tecnologia costruttiva.
 La quantità di fori è decisamente superiore a quelli del filtro standard (mi rifiuto categoricamente di contarli).
Ma soprattutto il loro diametro è ben più piccolo.
La comparazione tra i due filtri rende evidente le differenze.

Dove trovarlo?
Quanto costa?
Ma funziona davvero?
 
 (si ! funziona!!)

(continua)

domenica 3 giugno 2018

Caffettiera Moka express Bialetti con Termocrem - (Papetti Pietro parte 3)

Dopo aver descritto in precedenza la genesi di questa apparecchiatura
 vorrei concludere con un triste epilogo datato 1985.
 Notate qualcosa di strano?
L'oggetto è ben conosciuto dagli appassionati, ma il nome è lo stesso di un prodotto di vent'anni prima: Termocrem.
In realtà il brevetto di Luigi De Ponti del 1983 copre sia il cappuccinatore (a sinistra) sia un'evoluzione del bicchiere Termocrem che ritengo non sia mai stato commercializzato.

Due oggetti diversi ...stesso nome?
Probabilmente lo scarso successo del 1965 - 1966 portò la Bialetti a riciclare il nome che era ancora registrato presso l'ufficio brevetti.

Tornando alla nostra Termocrem originale possiamo definirla rara?
La Treccani ci viene in aiuto.
"Oggetto (soprattutto d’arte o da collezione) raro, difficile a trovarsi in quanto ne esiste o ne è disponibile solo un numero limitato di esemplari: questo tappeto antico è una vera r.; una mostra di r. bibliografiche, filateliche, di libri o francobolli rari."

Secondo la mia esperienza siamo di fronte ad una rarità.





La precedente proprietaria aveva proabilmente smarrito le istruzioni e quindi si era scritta il procedimento per la preparazione de caffè, a dire il vero molto semplice.
 Esternamente è una normale moka da 6 tazze.
Tranne che per le due scritte Termocrem ovviamente.

 La parte superiore è assolutamente standard.
 Mentre sotto...
..il famoso bicchiere.




A questo punto non avete più scuse: 
se siete collezionisti dovete averla,
se siete amanti del buon caffè dovete averla.

Buona ricerca!
 


sabato 2 giugno 2018

Caffettiera Moka express Bialetti con Termocrem - (Papetti Pietro parte 2)

Ieri scrissi del signor Pietro Papetti
lasciandovi un quesito:
quale brevetto aveva sviluppato assieme alla Bialetti?
E con quale scopo?

Partiamo da un presupposto che forse non tutti gli italiani sanno:
il caffè prodotto con la moka Bialetti è "diversamente buono".
Direi cattivo.
Questione di temperatura purtroppo: 
la moka estrae il caffè a circa 100°C esaltando così tutta la parte amara.
E'interessante scoprire che già negli anni 60 alla Bialetti qualcuno cercò di ovviare a questo problema.
Come?

Contattando il sig.Pietro Papetti suppongo.

Questo fu il risultato:
Di fatto con l'aggiunta di un bicchiere forato si separava l'acqua destinata a produrre vapore da quella che poi avrebbe estratto il caffè.
Idea geniale anche se a mio avviso (parlo con cognizione di causa avendo lavorato 20 anni con caldaie industrali) la soluzione presenta alcune lacune tecniche.
Comunque funziona.
La temperatura si abbassa di circa 8 - 9 gradi centigradi (verificato personalmente).

Il brevetto Papetti è del 15 ottobre 1964: nei successivi due anni la Bialetti si impegnò nella vendita di questa nuova soluzione.
L'aspetto commerciale più rilevante fu il fatto che la caldaia rimaneva invariata come forma e dimensioni, creando una "nuova moka" solo modificando il filtro e aggiungendo il bicchiere forato.

Il nome scelto fu "TERMOCREM", e fu depositato in data 13/02/1965

 La prima pubblicità è del 1965
L'idea era ottima.

Il caffè migliorava, e di molto: finalmente con una moka si poteva assaporare un caffè qualitativamente eccellente..

Il marchio era leader italiano nella produzione di caffettiere.

Tutto lasciava presagire un successo enorme.
Eppure..
Dopo qualche mese l'ufficio pubblicitario Bialetti si trovò costretto a rivelare e "spiegare inequivocabilmente cosa fosse questo oggetto misterioso".
Notate come fu posto l'accento sul "gusto che non conoscevi ancora". 
Le vendite non decollarono. Anzi.
Immagino lo sconcerto alla Bialetti: era come se la FIAT avesse deciso di dotare le sue 500 di un motore turbo quasi allo stesso prezzo.
Perchè l'italiano medio non capiva?
Perchè i magazzini rimanevano tristemente pieni di Termocrem? 
 L'anno successivo arrivò un ulteriore pubblicità che giustamente invitava a comparare il caffè tra quello preparato con la Moka express "standard" e con quello ottenuto con la Termocrem.
Eppure.. pochissime ne furono vendute.

Che strano.
Sarebbe bastato il passaparola.
In pochi mesi tutti avrebbero apprezzato il caffè più "aromatico e fragrante".
E invece non successe nulla.
La produzione fu interrotta dopo soli due anni.

Immagino che migliaia di Termocrem furono riconvertite fresando il nome inciso e grattato con paglietta la la scritta  dipinta sotto l'omino con i baffi.

Perchè questo insuccesso?
Chissà se fu capito all'epoca.

La spiegazione è purtoppo molto semplice e l'ho descritta
 ampiamente in questo post di due anni fa (click sul link).

L'italiano non era pronto. 
Il palato degli italiani era purtroppo "maleducato", incapace di discernere tra caffè buono e caffè cattivo.

E quindi il caffè fatto con la Termocrem sicuramente
 "sapeva di poco".
Mancava quel "buon" retrogusto amarissimo e bruciato al quale ci si era fatta l'abitudine per oltre 60 anni.

(continua) 

Il collezionismo malato

Negli ultimi mesi mi è successo per ben tre volte: mi aggiudico un asta, oppure trovo su un sito di vendita un vero affare e attivo la proce...