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venerdì 6 gennaio 2012

Piccoli restauri



Spesso le scritte incavate e dipinte si deteriorano, e la pittura si stacca inesorabilmente.
Sbalzi di temperatura e repentini raffeddamenti non lasciano scampo.
Comprate un vasettino Humbrol del colore più confacente.
Prendete uno stuzzicadenti e con calma zen riempite tutti i vuoti.
L'eccesso lo potete togliere comodamente con il dito.
In questo caso ho volutamente corretto solo la "R" e la "E".
Una volta asciutto, dopo circa 8 - 12 ore potrete togliere eventuali residui esterni con un batufolo di cotone imbevuto di diluente, stando attenti a non rovinare le scritte ridipinte.
Buoni restauri a tutti...

mercoledì 19 gennaio 2011

Caffettiera Express S.I.M.E.R.A.C.

per un sottofondo consono:


Una Regina si è degnata di farmi visita.
E per ricambiare la cortesia le ho prestato cure, attenzioni e coccole.

Il proprietario, celeberrimo collezionista di macchine ferraresi, l'ha cercata per quarant'anni, pur non conoscendone l'esistenza.

Com'è possibile?

Certi oggetti ci appartengono da sempre, anche se fisicamente non li possediamo.
Connessioni cosmiche?
Si, mi piace pensarlo: per questo affermo che questa macchina è da sempre di proprietà di Alberto.


La solita "padella" Simerac?
Assolutamente no.
Questa è la madre delle "padelle".

Spero che le foto riescano a suscitare parte delle fortissime emozioni che questo oggetto ha saputo regalarmi.
Potrei perdermi in banali descrizioni tecniche, ma questa macchina va amata incondizionatamente.

Per questo motivo ho voluto abbinarle il Requiem di Mozart: unita nella perfezione.

"Tuba mirum spargens sonum per sepulchra regionum, coget omnes ante thronum. Mors stupebit et natura, cum resurget creatura, judicanti responsura. Liber scriptus proferetur, in quo totum continetur, unde mundus judicetur. Judex ergo cum sedebit, quidquid latet apparebit, nil inultum remanebit."

Ogni più piccolo particolare rifinito a mano.

Il progressivo n° 14  la colloca tra le prime mai prodotte; 
la più antica nel "fatato" mondo dei collezionisti.

Il piedino ha un fascino speciale; le successive Simerac migliorarono in qualità ma per me questo è ineguagliabile.

Qui sotto la caldaia scollegata dalla base scaldante ci mostra in dettaglio il sistema di aggancio dei portafiltro.
L'idea venne abbandonata per necessità: i supporti erano saldati e successivamente cromati, ma si staccavano troppo facilmente. 
Si optò per l'aggancio interno, ben visibile in questo esempio.
Negli anni a seguire altre ditte sfruttarono lo stesso principio, però con fori passanti e viti o chiodi a ribattere.

Per chi volesse cimentarsi nel restauro conservativo di macchine simili, consiglio di non toccare in alcun modo i dischetti riportanti il marchio.
Sono delicatissimi e basta un sapone un pò aggressivo per cancellarli per sempre.

Poi per la lucidatura di questo tipo di cromatura... non rivelo di sicuro i miei segreti!
Vi dico solo che utilizzo 4 prodotti diversi, applicati in fasi successive, per donare il giusto splendore senza eccedere.

Concludo con un particolare che mi ha permesso di fare un vero viaggio a ritroso nel tempo:
un difetto di fusione sulla staffa conformata a sperone di cavallo.

Difetti...

Unicità...

Perfezione... nell'imperfezione.

Anni '20, post bellici, nei quali le masse iniziarono a credere nella propria dignità.
 Anni di conflitti, ma anche di tanta speranza in un futuro migliore.

Gli anni della Caffettiera Express S.I.M.E.R.A.C.

domenica 22 agosto 2010

Lamp (La Metallurgica Pavia): piccoli grandi restauri (2)

Cosa si può fare per rendere presentabili delle parti metalliche corrose superficialmente?
La soluzione spesso adottata è quella di ri-nickelare o ri-cromare il tutto, dopo un'accurata sabbiatura.
Esiste poi in commercio negli Stati Uniti un prodotto utile per fare piccoli ritocchi; è funzionale ma costa uno sproposito.
La terza strada, sicuramente la più impegnativa fisicamente consiste nello sgrassare e rilucidare il tutto.
Perchè sgrassare?
Di norma le caffettiere trovano la loro collocazione naturale in cucina, dove tutte le superfici sono esposte ai vapori d'olio e acquei che alternativamente vanno a lordare e corrodere tutto quanto.
Il 90% delle caffettiere sono in queste condizioni: "ingrassate"
L'ho già ribadito più volte. Il metallo non ha la "patina" antica dei mobili in legno centenari.
Ha sporco o corrosioni.
Sgrassare, sgrassare e poi... sgrassare.
Ecco il segreto.
Quale prodotto usare poi dipende da voi.
Il sapone liquido per piatti ed un ammollo in acqua molto calda fanno miracoli.
Con metalli resistenti e di qualità il più grande collezionista d'Italia usa il Viakal...
Ma fate attenzione a dosarlo con intelligenza: rischiate di rovinare per sempre l'oggetto.
Una volta sgrassato il tutto siete pronti per iniziare la lucidatura vera e propria:
avrete bisogno di :
  • Pazienza infinita
  • Paglietta in ferro di varie finezze (il massimo è la 0000) 
  • Duraglit per metalli e per argento(ahahah! possibile che lo trovo solo io?) e NON il Sidol
  • Eventuale prodotto specifico per ottone o per rame (qualunque tipo va bene)
  • Stuzzicadenti in abbondanza
  • Coltello a serramanico con lama in inox robusta
  • Un legnetto di circa 5 mm di diametro, i bastoncini cinesi sono perfetti.
  • Una lampadina tascabile flessibile (i cinesi le vendono a pochissimo) per i controlli interni
  • Attrezzi per lo smontaggio delle parti
  • Carta vetrata all'acqua finissima
  • Pasta abrasiva
  • Crema lucidante per carrozzerie (rimuovi graffi)
  • Spray lucidante per plastica
  • Nastro per carrozzieri
  • Tester (non lucida... ma vi farà capire se la macchina sarà in grado di funzionare)
  • Pazienza infinita (si' l'ho già detto ma repetita iuvant...)
Non aspettatevi miracoli.
Le corrosioni, se presenti, si vedranno comunque.


Qualche suggerimento:
  • La paglietta va passata sempre nello stesso senso, non si incrocia!
  • stuzzicadenti e bastoncino si possono ricoprire in punta con l'ovatta Duraglit o con la paglietta, per raggiungere gli interstizi e le zone difficili.
  • Usate sempre la mano leggera: meglio 2 passaggi delicati che uno solo brutale!
  • Provate con fiducia ed imparate: ogni metallo necessita di operazioni differenti.
  • Al termine della lucidatura, sgrassate sempre con abbondente sapone i pezzi ed asciugateli con cura.
Per pulire e lucidare questa Lamp ci sono volute molte, troppe ore di lavoro certosino.
Ma la gioia di un'amico non ha veramente prezzo.
La parte più complicata in realtà è stata la ricostruzione di 2 guarnizioni, una mancante e l'altra completamente secca: quella che andava a sigillare la caldaia è stata una vera sfida... vinta.
Ed ecco la macchina nelle sue fasi finali.
Il flash è impietoso sui difetti che in condizioni di luce normale si percepiscono appena.
Che macchina! Che emozione riportarla in vita.
Dovrei attrezzarmi meglio però.
Ci vorrebbe un'assistente per la prossima volta come la Inga del dottor Frankenstein .
 

Dr. Frederick Frankenstein: Well, dear, are you ready?
Inga: Yes, Doctor.
Dr. Frederick Frankenstein: Elevate me.
Inga: Now? Right here?
Dr. Frederick Frankenstein: Yes, yes, raise the platform.
Inga: Oh. Ze platform. Oh, zat, yah, yah... yes.

Domani pubblicherò la terza parte... le sorprese non sono ancora finite!

domenica 21 febbraio 2010

A.A.A. offresi esperto restauratore di caffettiere e macchine da caffè.



L'arte del "piccolo restauro" si impara a fatica, dopo una serie di tristi insuccessi e di danneggiamenti irreparabili.
E in questi ultimi anni ne ho accumulata tanta di esperienza.

Avete una caffettiera alla quale siete molto affezionati ?
Vorreste riportarla in vita e farci il caffè come lo faceva vostra nonna o meglio ancora la bisnonna ?

Vorreste lucidare a specchio la vostra Atomic di alluminio ?

La resistenza della vostra adorata Stella è in corto e vi fa saltare il salvavita ?
La vostra macchina per l'espresso a leva perde da tutte le guarnizioni ?
Ci sono pezzi di bakelite mancanti ?


Scrivete al mio indirizzo :

lvxtrieste@gmail.com

allegando alcune foto, la descrizione del problema e
qualche spiritoso apprezzamento sul mio blog.
Il costo dipenderà ovviamente dal tempo stimato necessario, al quale andranno sommate le spese di spedizione.

Il collezionismo malato

Negli ultimi mesi mi è successo per ben tre volte: mi aggiudico un asta, oppure trovo su un sito di vendita un vero affare e attivo la proce...