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venerdì 5 agosto 2011

Caffettiera espresso Aquilas (1)


 
 1915-1918
Tre anni difficili, terribili, una guerra assurda, combattuta ancor più assurdamente.
Potrei scriverne per ore, citando le decine di libri che ho letto sull'argomento.
E descrivendo ciò che ho visto con i miei occhi lungo tutto il fronte di guerra, da Duino alla Marmolada...
Ma sarei troppo polemico, e forse anche un pò noioso.

Questo è un blog sulle caffettiere, quindi parliamo di questo.
Come potrete notare nella cartolina d'epoca qui sopra si intravede una Aquilas di Ferrara.
Le sue forme sono inequivocabili.

"Il Tenente si sta preparando un caffettino, nel calduccio del suo ricovero (notate la stufa in basso a destra) tra un assalto suicida comandato, ed una fucilazione dei propri uomini ad opera dei Carabinieri Reali..."
Da un catalogo del 1923 gentilmente inviatomi dal dott. Cavallaroni, possiamo notare che la caffettiera qui sotto fotografata è un mix tra il modello nuovo e quello vecchio.

Ma quella della foto d'epoca ha sicuramente il supporto del modello nuovo (notate l'inclinazione delle esili gambine..)
Queste macchine stanno diventando sempre più difficili da trovare,quindi non spaventatevi se ve ne capita una in queste condizioni.

Forse è proprio una reduce del fronte, ha visto gli orrori del Carso... 
Si merita quindi di essere "curata a dovere".
Questo supporto (o castello che dir si voglia) ha una simpatica particolarità:
come per la maggior parte di queste macchine delicate e fragilissime, gli steli si erano dissaldati dalla base, creando delle voragini al posto dei fori di passaggio.
Per questo motivo erano stati fatti dei nuovi fori, nuove saldature, ed i buchi erano stati "rattoppati" con delle borchie d'ottone.
Semplice, geniale, da copiare assolutamente in caso di necessità.
Come si affronta un restauro "storicamente corretto"?
Paglietta 000 
Carta vetrata 400
Pasta abrasiva
Grasso di vasellina
Gomma nera da 1mm
Sapone per piatti

Quanto prima pubblicherò i risultati del mio lavoro...
10 ore di gran fatica, ma la soddisfazione...
è stata veramente esaltante!

giovedì 21 aprile 2011

Gibizita: il declino dell'epoca fascista.



Alla fine degli anni '30 queste macchinette portatili incontrarono un notevole successo.
La forma esterna richiamava le macchine da bar "a colonna", solo in scala 1:7.

La Stella fece la parte del leone, producendone in gran quantità, e quindi, fiutato l'affare, anche altre aziende del ferrarese vollero "salir sul carro dell'italico vincitore".
Tra queste ci fu la Gibizita (acronimo dei nomi dei soci... magari il dott. Cavallaroni ci illuminerà..)

A me queste caffettiere ricordano un sommergibile, ed ecco il perchè del video allegato.

"E' così che vive il marinar nel profondo cuor del sonante mar! Del nemico e dell'avversità se ne infischia perchè sa che vincerà!"

Ma non andò proprio così.
Pochi, in quegli anni ,potevano immaginare a cosa saremmo andati incontro.
Decisioni (irrevocabili!) scellerate azzerarono un'intera generazione.
Ma la Storia insegna solo a chi ha voglia d'imparare...

La base conteneva lo stoppino e lo spirito.
Il corpo sotto alla caldaia ospitava i due bicchierini.
In meno di 3 minuti in qualsiasi luogo eravate, potevate gustarvi un delizioso espresso di caffè mescolato al surrogato di cicoria Franke!

La freccia indicava il senso di rotazione del coperchio per (A)prire l'accesso al filtro ed alla caldaia.
Difficilmente ne troverete una perfettamente "sana".
I materiali usati all'epoca erano scenografici ma nel contempo "poveri" e delicati.
Crepe, fessurazioni e distacchi di cromature sono molto frequenti.
Per questo motivo trattatele con cura e rispetto; povere anziane signore...
se lo meritano.

Il collezionismo malato

Negli ultimi mesi mi è successo per ben tre volte: mi aggiudico un asta, oppure trovo su un sito di vendita un vero affare e attivo la proce...