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venerdì 18 gennaio 2013

La Caffettiera Buongiorno!



Gran bella pubblicità quella della caffettiera Buongiorno!
Rapida, evocativa, con la consueta bonazza ventenne...
Ed in più il prodotto è veramente bello da vedere.
 Sembra la Piramide a gradoni di Zoser!
E magari riesce a preparare pure un buon caffè.
Chissà se è "fatta e costruita e assemblata" in Italia?
 Altre moke più celebri e baffute vengono prodotte ora in Romania.
Che tristezza.

Ma tornando alla caffettiera oggetto del post, vi prego di osservare la differenza tra quella fotografata qui sopra e quella qui sotto.
Sopra da 3 tazze.
Sotto da 1 tazza.

Misure diverse ma... stesso manico.
Che schifezza!
"conteniamo i costi, tanto nessuno se ne accorgerà"
Che schifezza. 
"ma così è più comoda"
Che schi-fez-za! 

Voto per la 3 tazze: 8+
Voto per la 1 tazza: 1 


sabato 24 ottobre 2009

Presso infusiera Melior smaltata.

Come già ampiamente illustrato in un precedente post di marzo 2009,
il brevetto del 1936 del sig. Bruno Cassol fu il passo successivo della ditta Moneta
per il raggiungimento della perfezione nel metodo della presso infusione.
Settantatre lunghi anni sono passati da quel 1° settembre, eppure nessuna sostanziale miglioria è stata apportata a questo progetto .
Consiglio ai più curiosi di cercare uno di questi "attrezzi" in un qualsiasi negozio specializzato , e di verificare e toccare con mano la zona filtro.
Così era, così è e così sarà.
Chissà se Bruno lo avesse mai sperato...

Qui sopra possiamo ammirare un brevetto del 1894, giusto per chiarire che l'800 gettò veramente tutte le basi per gli sviluppi futuri delle macchine da caffè.

La qui presente Melior rientra tra i colpacci di settembre,
nuova, perfetta , piccolina, ma piena di personalità!

"ciao Lucio, te ga macchinette de caffè ?" - "oggi no"
"bon dei, te ciogo questa... cossa la costa? " la costa troppo per ti, lassa star..."
"troppo quanto?" " damme due euro per el caffè e viva l'A. e pò bon..."

Questo è l'esempio di quanto effettivamente successo tra me ed il venditore, in dialetto triestino.
Talune terminologie non sono traducibili se non con un ampissima spiegazione, quindi le lascio così come sono, anche per la gioia dei cugini friulani che da sempre si deliziano nel sentirci parlare.
Qui sotto un video esemplificante dei cordiali rapporti che ci legano...



Il filtro disassemblato mostra tutta la sua semplicità .

Per concludere credo di poter collocare temporalmente la macchina attorno agli anni '50, salvo ovviamente smentite o rettifiche , sempre molto ben gradite.


domenica 22 marzo 2009

Caffettiera Melior per l'istantanea preparazione di caffè, the, e di ogni altra specie di infuso.




Alla fine degli anni '20, la ditta "Giuseppe Moneta", fondata nel 1874,
sita in via S.Vincenzo 22 a Milano,
decise di affiancare alla tradizionale produzione di padelle,
quella di un tipo di caffettiere che in seguito ebbe maggior fortuna in Francia.

In realtà il primo brevetto di una macchina simile fu del 1852 ad opera dei signori Mayer e Delgorge.

Ma nel 1929 il sig. Ugo Paolini brevettò prima in Danimarca
e successivamente negli Stati Uniti una miglioria riguardante la tenuta ad anello elastico.
Il brevetto americano 1797672 del 2 aprile fu assegnato ai signori Attilio Calimani e Giulio Moneta.


Questo modello venne prodotto fino all'anno 1935, quando venne sostituito
dal modello progettato dal signor Bruno Cassol sempre per la ditta Moneta,
tuttora copiato ed utilizzato dai vari apparecchi anche chiamati"french press".




Un recipiente in ottone nichelato esternamente venne accoppiato ad un coperchio provvisto di un asta collegata ad un doppio filtro.


La tenuta di accoppiamento era garantita da un anello in acciaio armonico.


L'acqua veniva fatta bollire assieme al caffè macinato e poi si spingeva il pistone verso il basso per ottenerne la separazione.




Da una pubblicità dell'epoca il prezzo di acquisto superava di poco le 30 lire,
ma per il modello da 1 tazza il prezzo era 10,50 lire.














Qui sotto è riprodotto il disegno originale del brevetto americano



Il restauro mi ha rubato poche ore d'impegno, regalandomi però tanta soddisfazione.
Volgo un riconoscente pensiero all'ignara venditrice che pensava di avermi simpaticamente raggirato chiedendomi un prezzo pari alle tazze producibili... 12 euro.

Il collezionismo malato

Negli ultimi mesi mi è successo per ben tre volte: mi aggiudico un asta, oppure trovo su un sito di vendita un vero affare e attivo la proce...