venerdì 12 giugno 2009

La Peppina Fe-Ar (2) : le istruzioni per l'uso

Che splendide parole: idrocompressione, crema caffè.
Chi vive di sola moka, difficilmente riesce a capire il rituale magico che permette allo stesso caffè di assumere così tante sfumature "estrattive" a seconda dell'apparecchio usato.


La Peppina fa parte della Storia d'Italia.
Uno dei tanti felici connubi tra tecnica e design anni '60, di cui ancora oggi andiamo fieri.
Chi fosse interessato alle istruzioni , può richiedermele via mail.

giovedì 11 giugno 2009

La Peppina Fe-Ar



E' nato prima l'uovo o la gallina?
E' nata prima la Peppina o "il caffè della peppina" ?

In questo caso possiamo affermare che è nata prima la "Piccolina",
brevettata nel 1960 dal sig. Felice Arosio, distribuita nei primi anni dalla Carimali.

Il progetto fu di per sè rivoluzionario, anche se fine a se stesso.
Il gruppo pistone era infatti posizionato al di sotto del boiler a camera aperta, e veniva azionato mediante una leva fuori asse, posta al lato destro della macchina.

Un ulteriore brevetto fu il "dispositivo di protezione da surriscaldamento di apparecchi riscaldati elettricamente " del 1964 .
Una lamina bimetallica "sputava" letteralmente fuori dalla sua sede la spina elettrica in caso di aumento sconsiderato della temperatura.


Il sig. Arosio fondò la FEAR , successivamente denominata FE-AR e dopo aver modificato la forma della caldaia in ferro smaltato, cambiò il nome della macchina in "La Peppina".

Questo, secondo me, qualche anno prima della malefica canzone.

Ed eccola qui la Piccolina, in tutta la sua bellezza, grazie alle immagini gentilmente concesse da un collezionista francese (che qui pubblicamente ringrazio).

Le immagini sono state da me modificate ed antichizzate di quel tanto da renderle il più possibile "anni '60".




martedì 9 giugno 2009

Chiavi di ricerca (2)

Prendo spunto da un blog che non posso citare, (ma che rimane per me un punto di riferimento) per allietare i miei lettori con le frasi-parole chiave che le persone hanno utilizzato nei vari motori di ricerca per arrivare qui.
Alle migliori domande (o frasi sconfusionate) cercherò di dare le mie migliori (!) risposte.

  • D: valore di fratelli santini aquilas caffetteria
  • R: dipende dalla rarità del modello, dalle condizioni di conservazione, e.... dal venditore. da 25 euro in su, fino a cifre assurde, se completa di base e fornello.
  • D: macchine da caffe anni60
  • R: per me tra le più belle in assoluto. consultate il blog per capire quali.
  • D: macchina per il caffè la pavoni nuova che gocciola
  • R: se gocciola dalla valvola di sicurezza, va tutto bene, commuta l'interruttore sulla resistenza "piccola" per mantenerla in temperatura... e buon caffè!
  • D: caffettiera moka ossidata cosa fare
  • R: dipende. se è in alluminio, ovatta Duraglit e tanto olio di gomito. ci vogliono anni di esperienza per ottimi risultati, ma non disperate! un trucco del mestiere... : terminata la lucidatura, lavare con sapone per piatti tutte le parti trattate. se non è in alluminio, paglietta di ferro 00 e movimenti non circolari, ma radiali, delicati.
  • D: cerco caffettiere in rame
  • R: anch'io, ma sono difficili da trovare.
  • D: moka aperta
  • R: ... a banana ? basta otturare con cura la valvola di sicurezza; entro 10 minuti avrai la scultura neoplastica.
  • D: lamborghini caffettiera
  • R: purtroppo esiste anche questo... non c'è più rispetto per nulla.
  • D: attak caffettiera
  • R: forse era un gioco per Commodore 64? o vuoi riparare il manico ? meglio cambiarlo...
  • D: pressacaffe artigianale
  • R: ho iniziato a costruirli da poco. inviami il diametro richiesto e vedrò cosa posso fare. prezzi modicissimi e cura artigianale.
  • D: la pavoni sistema a stantuffo a preinfusione
  • R: è forse la parte meno curata dal barista casalingo, ma tra le più importanti: tutto il caffè macinato deve impregnarsi d'acqua molto lentamente, per poi opporre la giusta resistenza alla forza premente dei canonici 9 bar, senza creare canalizzazioni o vie preferenziali.
  • D: macchina da caffè estro
  • R: dicasi anche di macchina da caffè molto calda (in calore) o in fregola, poco prima dell'accoppiamento.
  • D: gioielli con materiali riciclati
  • R: gradirei un'anello con incastonata un'Atomic. anche una collana non sarebbe male...
  • D: rimedi caffettiera sapore strano
  • R: il condimento ha la sua parte: se eccedi con l'olio poi non riesci a sgranocchiarla.
  • D: joints cafetiére tracanzan
  • R: sono sicuramente illegali.
  • D: macchina del caffè elektra manuale d'uso
  • R: scrivimi direttamente, ti risparmi un sacco di incazzature. tanti comprano la Microcasa a leva e poi dopo un paio di insuccessi, la tengono come soprammobile prendipolvere. è come sposare una pornostar e rimanere casti....
  • D: perchè fischia la valvola della moka bialetti 6 tazze?
  • R: perchè è felice , no? anche la mia lo fa sotto la doccia...
  • D: nuova caffettiera prima volta
  • R: devi essere gentile, metterla a suo agio, adularla, accarezzarla, lavarla con i prodotti appropriati, riempirla fino al punto giusto, e poi scaldarla piano piano dal basso. entro pochi minuti la sentirai gorgogliare. a questo punto converrà ripetere l'operazione almeno altre 2 volte, prima di poter gustare appieno i frutti del tuo paziente lavoro.
  • D: caffettiera bruttissima e vecchia
  • R: a me piacerà di sicuro (ed a mia moglie, come al solito, no)
  • D: pulire moka alluminio incrostazioni interne
  • R: al LIDL vendono delle pastiglie di acido citrico che costano pochissimo e funzionano alla grande. ne basta una per moka ed aggiungi acqua calda. lascia lavorare l'acido per almeno mezz'ora e poi passa una spugnetta abrasiva all'interno per rimuovere meccanicamente gli ultimi residui.

martedì 2 giugno 2009

La Mokita (2)


Solleticato da un commento di Daniele, ho voluto approfondire l'argomento Mokita.
Nel disegno originale possiamo distinguere la caldaia in azzurro, il camino in giallo, il filtro ospitante il caffè macinato in verde, e la zona destinata ad accogliere l'infuso in marrone.
La parte rossa è una vera e propria "camera morta" , vuota, prevista per evitare il surriscaldamento del caffè.




Rinnovo i miei complimenti all'inventore, il sig. Leoniero Ruffini, che nel 1959 brevettò la macchina.

lunedì 1 giugno 2009

La Caffeta

Nel 1910 circa la pubblicità della Caffeta ci invitava a regalarla ai nostri amici, i quali l'avrebbero sicuramente apprezzata.
Al cambio odierno l'accattivante oggetto veniva venduto a quasi 100 euro.
Al giorno d'oggi per una piccola serie sarebbe impensabile proporlo a meno di 300.

La Caffeta permetteva di preparare " Caffè delizioso e fragrante in tavola senza alcuna particolare bravura o problema"; "Essa fischierà quando il caffè sarà pronto".

Il sogno di ogni brava massaia.

Ma per per poter fischiare c'era bisogno di una buona tenuta, realizzata mediante un'accoppiamento coperchio-corpo leggermente conico ed ovviamente con tolleranze tali da rimanere ammutoliti.
L'incastro del coperchio era talmente perfetto da necessitare un leverismo laterale capace di sollevarlo.

Sul fondo era impresso il n° di brevetto (del 1909) , il n° di tazze (10 ?) ed un numero misterioso, troppo elevato per poter essere un progressivo di produzione.

La preparazione dell'infuso non presentava particolarità tecniche;
era un normale caffè bollito "alla turca", filtrato dalla rete posta in ingresso al rubinetto.

Anche il coperchio celava un filtro simile, per impedire al fischiotto di intasarsi di caffè macinato.

Il rubinetto, privo di guarnizioni (ovviamente) era estraibile ed intelligentemente assicurato al corpo mediante una catenella.

Il fornello a spirito era semplice da utilizzare e privo di parti mobili per regolare la fiamma.

Uno dei piedini presentava un 34 alquanto misterioso.

Il supporto era talmente art decò da poterlo paragonare ad un'opera di Carlo Bugatti , uno dei più fulgidi esempi di genio creativo"assoluto".

Lo confesso.
Non ho avuto il coraggio di testarla.
E nemmeno di pulirla a fondo.
E' perfetta così.

venerdì 22 maggio 2009

Universal, mod. 006 , Landers Frary & Clark

Un regalo molto gradito, da parte di mia moglie, fu il libro del sig. Bramah, la vera bibbia per tutti gli appassionati delle macchine da caffè.
Nel libro fanno bella mostra di sé macchine ed apparecchiature da museo, vere opere d'arte create in piccole quantità, se non pezzi unici.
Eppure, tra sì tanta bellezza, una semplice perla, prodotta in larga serie, colpì la mia attenzione.
Panciuta, rubiconda, buffa, con queste gambette Art Nouveau.... fu amore a prima vista.

Tante ne furono vendute in Inghilterra e quindi fu lì che la mia attenzione si rivolse; il destino volle che incontrassi (via Internet) il proprietario, un simpaticissimo gentleman (mr. David), e soprattutto volle che la mia offerta fatta all'ultimo secondo disponibile, fosse superiore di 1 sterlina a quella più alta.

Il sig. David mi raccontò di averla acquisita nel 1968 a Burton Upon Trent, in un deposito di carbone o legnaia (Coal House) e che fu pagata ben 5 sterline (pari a 71 euro odierni).

La macchina fu trovata completamente ricoperta da polvere di carbone, quindi (presumo), con le istruzioni presentate ieri poste all'interno, al sicuro.

Vorrei dilungarmi descrivendo le varie caratteristiche, ed il piccolo e gentile restauro alla quale l'ho sottoposta.

Ma sarebbe giusto? In fondo è solo un pezzo di rame, ottone, alluminio, vetro e legno, assemblati assieme, che semplici foto non possono più di tanto emozionare.
Il fatto è che mi ci sono già affezionato.
E per questo quando torno a casa, l'accarezzo e... sorrido.


Per la cronaca, il lavoro più impegnativo è stato il ripristino del fornello a spirito.
Dopodiché ho testato con successo e soddisfazione la macchina, ma forse di questo ne parlerò in seguito.

giovedì 21 maggio 2009

Brevetto 0821445 del sig. A.A: Warner



In data 22 maggio 1906 il sig. Warner brevettò per conto della Landers, Frary & Clark il modello di percolatore che successivamente passò alla storia come l'Universal.



La parte rivoluzionaria fu la valvola di non ritorno (8) posta nel cappello (5)
innestato nel tubicino (4) direttamente a contatto con la piastra di base costruita in alluminio.
In questo modo veniva scaldata in via quasi esclusiva l'acqua più vicina alla base , la quale veniva "pompata" (così dicevano) verso l'alto, innescando il processo di ricircolo che avrebbe consentito in soli 15 minuti (!) di estrarre tutte le proprietà medicamentose del caffè.
La valvola di non ritorno funzionava come una specie di stantuffo, sparando 3-4 spruzzi al secondo, mantenendo alta la fonte di calore .



Il collezionismo malato

Negli ultimi mesi mi è successo per ben tre volte: mi aggiudico un asta, oppure trovo su un sito di vendita un vero affare e attivo la proce...