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martedì 14 dicembre 2010

Per gli appassionati delle Atomic: il libro di Mik !

Internet: luogo dei miracoli!

Ciò che pochi anni fa poteva sembrare fantascienza oggi è realtà: il mondo intero è alla nostra portata!

Ho conosciuto Mik in un forum australiano circa un'anno e mezzo fa, quando ancora si faceva chiamare Stellabanana, ed ufficialmente era una "lei".

Fino al momento del suo dirompente arrivo, si discuteva serenamente di Atomic, di Giordano Robbiati, di Desider Stern, e di quello che viene definito spesso "il sesso degli angeli"... amenità e supposizioni.

Gli interventi di Mik erano devastanti, destabilizzanti, ironici e spesso offensivi.
Qual'era il motivo?
Tante affermazioni nel forum, ed in Internet in generale, erano suffragate dalla più classica delle affermazioni: "IPSE DIXIT"! , usata qualche migliaio di anni fa dai pitagorici (riferendosi al sommo Pitagora).
"Lui l'ha detto" e quindi è la VERITA'.

Questo per Mik non era accettabile: 
come un novello Diogene di Sinope, il suo stile è stato quello del perfetto cinico (da kynikos, l'aggettivo derivante da kyon, cane);
"i cani vivono nel presente senza ansietà, e non si occupano di filosofia astratta. Inoltre, sanno istintivamente chi è amico e chi è nemico. Al contrario degli uomini, che o ingannano o sono ingannati, i cani riconoscono la verità."
"I suoi ammiratori lo consideravano un uomo devoto alla ragione e di onestà esemplare. Per i suoi detrattori era un folle fastidioso e maleducato."
(fonte Wikipedia)

E durante le sue ricerche, le controversie con chi affermava le cose senza poterle provare sono aumentate in modo esponenziale, fino a creare una rottura definitiva con un certo ambiente conservatore.
L'esperienza del forum è terminata platealmente con accuse incrociate e tanto rammarico. 
Ma è stata propedeutica per tutti in modo o nell'altro.
 
Questo libro colma in parte una lacuna che per troppi anni ha alimentato leggende e credenze, e conferma il sig. Janvier quale attuale massimo esperto di quest'argomento.

Una raccolta di libretti di istruzioni di varie epoche ed in varie lingue (ma non solo questo!), permettono di ripercorrere la Storia quarantennale delle Atomic con un pizzico di tristezza e malinconia per un mondo che non esiste più.

Libretti recuperati da Mik in tutto il mondo, che permettono di chiarire parecchi dubbi, e di far scoprire nuove ed incredibili "meraviglie atomiche" sconosciute ai più.

 
Per tutti i collezionisti questo è un testo da comperare assolutamente; agli amanti delle Atomic suggerisco di prenderne almeno un paio in più da regalare a Natale.

Da oggi il mondo degli appassionati Atomic non sarà più lo stesso, ed il futuro ci riserverà parecchie sorprese inaspettate.

Mentre pensavo a cosa scrivere per presentare questo libro, mi ronzava nelle orecchie una canzone che non sentivo da anni... 

 Glad that you're bound to return
There's something I could have learned
You're indestructible
Always believe in
You are gold
 
Dimenticavo...
oppure scrivetemi e cercherò di fare da tramite.

lunedì 11 gennaio 2010

Stella espresso mod 101 E (1)

Nel 1948 il sig. Desider Stern iniziò a produrre a Vienna delle macchine da caffè a dir poco ... stravaganti.
Il primissimo modello venne costruito su licenza Robbiati, una Atomic prima serie ma di dimensioni ridotte, diciamo da 1 tazza e 1/2.
Dopo questo modello ne seguirono altri 14 , sviluppati autonomamente, tutti in alluminio e bakelite nera, con un design inconfondibile.
La produzione della Stella Espresso (Stern in tedesco vuol dire stella) terminò nel 1974.
In Austria lo Stern divenne famoso ed in seguito perfino decorato, per la sua attività di.... bibliografo.

Il modello 101E venne prodotto dal 1953 al 1956.
Si trattava in pratica di una doppia Atomic elettrica.
La grande leva centrale rotante serviva a direzionare il flusso dell'acqua al filtro desiderato.

Quando capita l'occasione di acquistare una macchina di questo tipo non bisogna cercare il pelo nell'uovo, ma una volta arrivata a casa mia, imballata con una cura maniacale (perfino il polistirolo era tagliato su misura per creare dei piccoli scomparti) , ho potuto accertare 2 fatti:

  • La macchina era completa di tutti gli accessori, perfino 2 filtri ed 1 manometro di ricambio.
  • Durante la sua travagliata vita era stata sottoposta ad una serie di manutenzioni "distruttive" che mi hanno obbligato in seguito a risolvere un bel pò di problemi in modo creativo.
I bricchi meriterebbero un post a sè.
Notate come il becco rimanga all'interno della verticale della base.
Guardate con attenzione la sinuosità del manico, fissato solamente sulla parte superiore.
Semplicemente meraviglioso.

Qui sotto vediamo la base, con i 3 punti di appoggio canonici per impedire traballii.
Sul lato sinistro ci sono 2 feritoie per la circolazione dell'aria; la macchina infatti era priva di termostato e di pressostato. Il fatto che mi sia arrivata con la resistenza funzionante, ed anche vista la pochissima usura di parti quali le alette di bloccaggio dei portafiltri mi fanno credere che sia stata usata veramente pochissimo.

Le guarnizioni originali, in gomma rossa (siliconica?) si sono letteralmente sciolte alla prima accensione, quindi le ho dovute rimpiazzare con altre autocostruite con un foglio di gomma industriale sagomato con la sega a tazza e poi portate a misura con pazienza e tanta carta vetrata.

Stesso lavoro per la guarnizione del tappo in bakelite; fustelle e martello.

A seguire si possono vedere 3 parti problematiche:

  1. Il manometro, in origine starato di 1,5 bar aveva l'orifizio d'ingresso completamente otturato dal calcare. Parecchi lavaggi con il Viakal hanno rimosso il calcare, mentre per ritarare il manometro è bastato disassemblare il coperchio e riposizionare l'ago.
  2. Il dado di bloccaggio della leva era stato sottoposto a svariati smontaggi e rimontaggi, sicuramente con attrezzi inappropriati. Questo nel tentativo di arrestare un leggero trafilamento di acqua verso l'esterno. In questo caso è stato semplice trovare una soluzione: ho inserito in battuta un o-ring sottile ed ho dato due giri di nastro al teflon sulla filettatura del dado.
  3. La valvola "misteriosa" di sicurezza era stata anch'essa smontata con un cacciavite più sottile del previsto, ed aveva ammaccato l'intaglio. Con un martelletto da orologiaio ho ribattuto le ammaccature e poi ho rifinito il tutto con una lima ad ago piatta. All'interno c'era una sede, una molla ed un pallino di ferro a mò di otturatore, molto simile al sistema adottato sulla valvola di sicurezza della Pavoni... ma... nessun sfiato verso l'esterno. Spero che il mio amico Jack dall'Australia potrà illuminarmi su questo (abbiamo la stessa macchina).
Il piattino reggitazza si appoggiava ad un pentolino e serviva a raccogliere le gocce senza macchiare la macchina o la cucina.
Nella foto lo si vede girato sottosopra per evidenziare i difetti di fusione dei fori.
Scabroso ed imperfetto, in realtà sull'altro lato era lucidato a specchio.
Pragmatismo teutonico!
(segue)

Il collezionismo malato

Negli ultimi mesi mi è successo per ben tre volte: mi aggiudico un asta, oppure trovo su un sito di vendita un vero affare e attivo la proce...