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mercoledì 14 agosto 2013

Macchina per caffè Venus / Moka

L'amico Doug Eisemann da Bellefonte in Pennsylvania
mi invia queste belle foto per la gioia di tutti.
Si tratta della Victoria Arduino Venus Moka,
una follia stilistica, forse degli anni '70.
Un blocco di ottone massiccio e tre uscite:
caffè
acqua calda
vapore
L'ho avuta più volte in mano, avrei potuto comprarla (a caro prezzo),
ma ho sempre avuto una certa...resistenza.
Troppo tozza.
Troppo pesante.
Troppo poco... elegante.
Magari con uno scudetto smaltato stile anni '30 ci avrei fatto un pensierino.
Se però a voi piace, prendetela, è una macchina che tra 30 anni sarà molto ricercata.
Consideratelo un investimento.

sabato 18 settembre 2010

La Victoria Arduino... in versione caffettiera!

Alzi la mano chi pensava di aver già visto tutte le caffettiere in circolazione!
Beh, io potrei fare un piccolo cenno; ne ho viste parecchie negli ultimi tempi, ma di questo ne potrò parlare solamente nei mesi a venire.
Quello che mi mancava e che non avrei mai pensato di vedere era sicuramente QUESTA caffettiera.
Immaginate di scoprire uno scooter anni '40 Ferrari in un vecchio casolare di campagna... magari a 12 cilindri!
La Victoria Arduino produsse e produce tuttora bellissime macchine espresso da bar, e qualche mostruosità casalinga.
Ma di caffettiere nessuno ne sapeva nulla... fino ad oggi!

Ebbene no, non fa parte della mia collezione.
E non chiedetemi nulla sul proprietario: è un'argomento top-secret.

Gioiamo assieme per queste rare immagini, e tra la lista dei desideri, mettiamoci pure questa!
Un doveroso ringraziamento ad E. per la segnalazione.

lunedì 10 maggio 2010

La Victoria Arduino Tipo Famiglia (seconda versione)

Tutti i collezionisti hanno almeno una decina (se non di più...) di sogni proibiti.
Ma i sogni, se vogliamo credere a certe filosofie di pensiero , si possono avverare: basta volerlo.
Ed io «Volli, e volli sempre, e fortissimamente volli», come il buon Vittorio Alfieri.
La Tipo Famiglia nella sua seconda versione è indubbiamente l'apice assoluto dell'arte e dell'architettura fascista applicata ad una macchina da caffè casalinga.
Se la prima versione era nata con uno stile spiccatamente Art Decò (la macchina è del 1920) , successivamente con piccole modifiche estetiche venne eliminato il meraviglioso scudetto smaltato, sostituito da uno ben più sobrio ma in linea con le tendenze degli anni '30.
Anche la nickelatura fu rimpiazzata da una sfavillante e più maschia cromatura.
Due tocchi di magia.



Ogni singolo particolare dimostra che la macchina non venne costruita pensando al risparmio, ma piuttosto fu una diretta emanazione (come vedremo più avanti) delle macchine da bar dalle quali discendeva concettualmente.



Grande, pesante, altezzosa!
Il turbinìo di emozioni che questo italico gioiello regala non sono certamente "democratiche":
nel 1923 il Duce proclamava che...
...la democrazia  ha tolto lo «stile» alla vita del popolo. Il fascismo riporta lo «stile» nella vita del popolo: cioè una linea di condotta; cioè il colore, la forza, il pittoresco, l'inaspettato, il mistico; insomma, tutto quello che conta nell'animo delle moltitudini.


E di vero stile la Victoria Arduino ne è pregna.
Un capitello in metallo, uno status symbol della nuova oligarchia del Ventennio.


Ma quanti di voi, attuali o futuri possessori di codesta macchina, si cimenteranno nel suo restauro o ripristino ?
Per quei pochi voglio regalare qualche immagine che sarà di sicuro aiuto.


Le viti, la spina del tappo, i dadi; tutto si può rimuovere con disarmante facilità.
Qui sopra possiamo notare il dado di bloccaggio inferiore e la guarnizione che con ogni probabilità è in fibra di amianto.
Svitato il dado e le viti sul mantello, si può rimuovere la base in ghisa.
L'isolamento elettrico è come sempre dato dalla "pastina" in ceramica.
Purtroppo un cavo era parzialmente scoperto e mandava il tutto in corto circuito.


Un tubicino in silicone ed un pò di nastro adesivo hanno risolto il problema.


L'aquila della Victoria Arduino è quindi pronta per prendere il volo ma manca un particolare:
come funziona?
Sul tappo superiore c'è indicato nel senso della rotazione "acqua" e "vapore".
Ma non ci sono lance a vapore per il cappuccino...

Il brevetto in questo caso mi è stato di grande aiuto: la macchina lavora similmente a quelle da bar anni '30,
quindi il vapore, attraverso l'asta -otturatore collegata al tappo trova sfogo proprio attraverso il caffè macinato (che eresia, con il senno di poi...).
Non appena il vapore esce dal beccuccio erogatore, si può aprire la valvola e l'acqua premuta dal vapore viene spinta con forza attraverso il caffè.
Una volta ottenuta la quantità di caffè desiderata si scollega la spina elettrica e si chiude la valvola, permettendo al vapore di passare nuovamente attraverso il macinato, per "asciugarlo".

E stamattina... Vola! Possente aquila! Riprendi vita!
Il dottor Frankenlux ha colpito ancora...
"Da quel fatale giorno in cui fetidi pezzi di melma fuoriuscirono dalle acque ed urlarono alle fredde stelle: "io sono l'uomo" il nostro grande terrore è stato sempre la conoscenza della nostra mortalità, da stanotte lanceremo il guanto della scienza contro lo spaventoso volto della morte stessa, stanotte noi ascenderemo nell'alto dei cieli, sfideremo il terremoto, comanderemo il tuono, e penetreremo fino nel grembo dell'impervia natura che ci circonda."
 




Il collezionismo malato

Negli ultimi mesi mi è successo per ben tre volte: mi aggiudico un asta, oppure trovo su un sito di vendita un vero affare e attivo la proce...