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mercoledì 1 dicembre 2010

La Milanese (2)

Ed ecco, come promesso, la prova pratica!

Ho lucidato con cura tutte le superfici ed ho rimosso con acqua calda ed uno spazzolino il malefico Sidol...
Ho recuperato una catenella abbastanza verosimile da un pendolino lasciatomi in eredità da una mia zia "sensitiva"...
Ho trovato nella "scatola delle meraviglie" un fornello in ottone non coevo ma quantomeno funzionale...
Ho effettuato una pulizia accurata all'interno della caffettiera, con ripetuti lavaggi e successive boliture.

 La macchina funziona a vuoto, quindi il caffè viene messo a cucchiaiate al di sopra del filtro
In pochi minuti dall'accensione, il vapore spinge l'acqua dal basso verso l'alto.
La tenuta viene garantita dal tappo conico che sigilla ottimamente il becco d'uscita.

Un minutino d'infusione ed il caffè è pronto.
Il profumo è ottimo, anche se frammisto all'inconfondibile odore metallico, odore antico, odore dell'800..
Il vuoto creatosi all'interno della caldaia, una volta spento il fornello, risucchia istantaneamente il liquido al suo interno, lasciando il macinato esausto nel vano superiore.

Per l'occasione ho utilizzato una tazzina "antica", pesantissima, di origine austriaca, ma considerando che fino al 1859 gli Asburgo regnavano a Milano, l'accoppiata può lo stesso andar bene.
Chissà poi se il Feldmaresciallo Radetzky 
usò mai una macchina di questo tipo?

«Preferisco essere un sognatore fra i più umili, immaginando quel che avverrà, piuttosto che essere signore fra coloro che non hanno sogni e desideri.»


Kahlil Gibran




domenica 28 novembre 2010

La Milanese (1)

Studio, tanto tanto studio e memoria fotografica.
Questo è un pò ciò che distingue il collezionista "fortunato" da quello "sfortunato".
Le macchine rare si trovano ancora, basta avere pazienza e lasciarsi guidare dall'istinto.
Non bisogna focalizzarsi su "quel modello"... non lo troverete!


Una delle macchine ai primi posti della mia lista "dei desideri" è da sempre stata la Milanese.
Colpa anche del mio amico G. che la descriveva come una specie di sogno sensuale...
Ed io la cercavo... e non la trovavo.
Se era milanese... l'avrei trovata ai Navigli... non di certo da queste parti!

Eppure... Il fato mi ha portato a visitare a tarda ora un mercatino friulano, pochi giorni fa.
Ed eccola apparire, in lontananza, in mezzo a tante cianfrusaglie di ottone.
Bella, bellissima, eppur così anonima.


Come al solito ho adottato una tecnica di accerchiamento, informandomi quasi distrattamente sul prezzo di oggetti che non mi interessavano. E tra questi uno ha colpito la mia attenzione.

No
Non può essere

Il supporto reggi macchina
e più in là... i contenitori dello zucchero e del caffè!!!


Credo di essere impallidito.
Ho calcolato rapidamente quale sarebbe stato il mio limite massimo di spesa.
Reso edotto sul prezzo, ho pagato senza battere ciglio (la famosa "Pokerface"), ed ho informato (dopo essermi allontanato di parecchi metri) mia moglie di aver pagato una somma pari ad un decimo del mio limite.

Da un catalogo del 1882 (grazie ancora Paola!!!) scopriamo il principio di funzionamento, e se il Professore Mantegazza la raccomandò.. beh! dobbiamo proprio pensare che all'epoca fosse una gran macchina.




Ed ecco a voi la Milano: 130 o forse anche 140 anni portati splendidamente.
La caffettiera era già stata da me lucidata al momento delle foto, per questo si notano piccole differenze di colore.
Vorrei focalizzare la vostra attenzione sulle maledette macchie biancastre da Sidol.
Per cortesia, dopo averlo usato, se proprio dovete usarlo... lavate i pezzi!

I due contenitori sono deliziosamente uniti da due lame, una conformata ad anello per trasportarli con comodità.

La base è dotata di tre linguette incernierate e di un supporto inferiore in legno di noce dipinto di nero.
La conformazione del manico è incredibilmente ergonomica e funzionale.
Stesso dicasi per la macchina qui sotto, con ben impresso il numero delle tazze ottenibili, caratteristica comune alle caffettiere italiane di fine secolo.

La brutta ammaccatura nulla toglie al fascino della meneghina ottonata, e non ne pregiudica il funzionamento.

Prossimamente pubblicherò ulteriori foto e notizie.

Per il momento gioite con me,
oppure invidiatemi pure,
oggi ve lo consento.

Il collezionismo malato

Negli ultimi mesi mi è successo per ben tre volte: mi aggiudico un asta, oppure trovo su un sito di vendita un vero affare e attivo la proce...