Ed ecco, come promesso, la prova pratica!
Ho lucidato con cura tutte le superfici ed ho rimosso con acqua calda ed uno spazzolino il malefico Sidol...
Ho recuperato una catenella abbastanza verosimile da un pendolino lasciatomi in eredità da una mia zia "sensitiva"...
Ho trovato nella "scatola delle meraviglie" un fornello in ottone non coevo ma quantomeno funzionale...
Ho effettuato una pulizia accurata all'interno della caffettiera, con ripetuti lavaggi e successive boliture.
Ho trovato nella "scatola delle meraviglie" un fornello in ottone non coevo ma quantomeno funzionale...
Ho effettuato una pulizia accurata all'interno della caffettiera, con ripetuti lavaggi e successive boliture.
La macchina funziona a vuoto, quindi il caffè viene messo a cucchiaiate al di sopra del filtro
In pochi minuti dall'accensione, il vapore spinge l'acqua dal basso verso l'alto.
La tenuta viene garantita dal tappo conico che sigilla ottimamente il becco d'uscita.
Un minutino d'infusione ed il caffè è pronto.
Il profumo è ottimo, anche se frammisto all'inconfondibile odore metallico, odore antico, odore dell'800..
Il vuoto creatosi all'interno della caldaia, una volta spento il fornello, risucchia istantaneamente il liquido al suo interno, lasciando il macinato esausto nel vano superiore.
Per l'occasione ho utilizzato una tazzina "antica", pesantissima, di origine austriaca, ma considerando che fino al 1859 gli Asburgo regnavano a Milano, l'accoppiata può lo stesso andar bene.
Chissà poi se il Feldmaresciallo Radetzky
usò mai una macchina di questo tipo?


