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domenica 2 giugno 2013

Qual'è la temperatura del tuo espresso?

Chiedo perdono a tutti gli esperti e i "guru" maniaci dell'espresso perfetto, ma non posso pensare di misurare con sonde od orpelli similari la temperatura dell'acqua in uscita.
Quindi vi illustro il mio metodo semplice semplice:
la temperatura dell'acqua è influenzata da quanto tempo la vostra Elektra rimane accesa, quindi prima di preparare il vostro caffè espresso vi consiglio di azionare la pompa con il portafiltro innestato, riempiendo da uno a cinque bicchierini o tazzine.
Capirete di aver raggiunto la giusta temperatura quando l'acqua sarà torbida come nella foto sottostante.
Poi togliete il portafiltro, asciugate il filtro con un panno apposito, e sarete pronti a deliziarvi il palato.
Senza nessun termometro elettronico.

domenica 5 maggio 2013

Voglia di un buon caffè espresso




Trascorso qualche mese dall'acquisto della Elektra Semiautomatica posso finalmente fare qualche considerazione.

Le macchine espresso da casa sono paragonabili alle motociclette: ci sono quelle performanti, ultraleggere, con decine di regolazioni possibili nelle sospensioni, e nella mappatura della centralina elettronica... e poi ci sono le Harley Davidson.

Chi compra una Harley se ne frega delle prestazioni assolute.
Chi compra una Harley vuole emozioni.
Chi compra una Harley ama le cromature e le forme classiche.
Chi compra una Harley accetta di buon grado pregi e difetti.
 Chi compra una Harley non corre, ma arriva sempre.
E' uno stile di vita.

Le Elektra "Retrò" sono le Harley Davidson del caffè. 
Sono uniche.
Sono le più belle.
Sono costruite con materiali di gran pregio.
Creano dipendenza...
E con un pò di buona volontà possono anche preparare un ottimo caffè espresso.

 
Siete abbastanza "wild" da riuscire a desiderare una Elektra?

lunedì 18 febbraio 2013

Elektra Microcasa Semiautomatica



"I had a dream."

Si, da quando ho iniziato a scoprire l'universo delle macchine espresso "da casa", un pensiero mi perseguitava: trovare un degno sostituto per la mia Elektra Microcasa a Leva.
Ed in cuor mio conoscevo già la risposta ai miei dubbi..
Ho atteso pazientemente, fino a quando non è arrivata, al prezzo e soprattutto nelle condizioni confacenti alle mie aspettative: comprensiva di base e macinino.
Traditore!
Il mondo degli appassionati della Leva (senza distinzione di marche) si chiederà il perchè di questa scelta.
Ve lo spiego subito, così evitiamo ogni tipo di equivoco:
il motivo è "il caffè".
Ebbene si, sono ancora alla ricerca del caffè perfetto.
Preparato però con una macchina unica nel suo genere.
Sono ancora nella fase della pulizia interna ed esterna: la macchina è del 2004 ed il precedente proprietario l'ha un pò maltrattata.
D'altronde siamo tutti capaci di comprare una macchina nuova!
Ma volete mettere la gioia di smontarla un pò alla volta per capire com'è fatta e come funziona?
Questa Meraviglia è fatta bene e funziona..bene.
Qui sotto vediamo il tamper costruito lo scorso anno dal Professor Moretto (che ringrazio nuovamente).
Quello originale in plastica (sottile!) è davvero imbarazzante e privo di ogni logica, ma come mi disse anni fa un caro amico "tanto dopo se un vòl se pol tòr quel che più ghe piase".
L'assieme filtro-portafiltro vale metà prezzo della macchina: pesante, corposo, con un manico in bakelite rossa veramente "lussurioso".
Qui sotto una delle mie tante prove: evitiamo commenti per cortesia, la perfezione arriverà.
Magari tra sei mesi. Ma arriverà, statene certi.

venerdì 18 marzo 2011

Gita a Dosson di Casier... come sognare ad occhi aperti! (parte 1)

Alzi la mano chi conosce bene la storia dell'Elektra!
Nessuno?
Non mi sembra strano.


La Elektra, in origine conosciuta come La Tarvisium, è uno dei vanti italiani nel settore delle macchine da bar.
All'estero è famosissima.
Un mito direi.
Macchine di altissima qualità per bar di classe.


Ma nel "bel paese" le cose cambiano: poche macchine fanno bella mostra di sè (ne conosco non più di 3 qui in zona), poca pubblicità, una presenza alla Triestespresso 2010 "quasi d'obbligo". (noblesse oblige...)

Provate a cercarne il sito in Internet... c'è, ma nascosto.  
Se digitate solamente Elektra vi verrà fuori un pò di tutto.


Scelte commerciali indiscutibili, ma è un peccato, perchè le Elektra sono in grado di  
"far rallentare il battito cardiaco dell'appassionato".

L'altr'anno il sig.Mario è stato così gentile da ricevere  me e la mia consorte per scambiare quattro chiacchiere, in generale.

Pensavo di essere pronto.
Pensavo di non riuscire ad emozionarmi così tanto.


Sbagliavo.

Chi non vorrebbe una "Belle Epoque" in cucina?
Immaginate di prepararvi un'espresso ascoltando Tino Rossi.


Oppure una "Classic" in una stanza arredata anni '60?
Con Jerry Lee Lewis in sottofondo... suonato da un Wurlitzer d'epoca...





Carina l'idea di raccogliere in una stanza "materiale della concorrenza", una sorta di piccolo museo.
La Peppina in ottone meritava da sola il viaggio!
Una delle ultime prodotte poi... Introvabile!

Uno stuolo di Caravel... ma lo avevate mai notato che la griglia riporta 2 volte la scritta VAM (Vetraria Ambrosiana Milano) contrapposta?

Un particolare della Nivola... da brividi.
Sembra il musetto di un bolide da corsa anni '50.

La Aletta, vero trionfo dell'inox, abbinata ad un corpo traslucido che permette di intravederne le "parti intime".

Due modelli ultra-rari degli anni '80 che farebbero la gioia di ogni collezionista.
Quella di sinistra non sono riuscito a comprarla ad Aosta per un soffio .. mannaggia!

I più smaliziati si accorgeranno subito di quanto sia particolare il gruppo pistone nella Microcasa a Leva di destra; meno elegante ma più efficace?

Qui potete ammirare un modello "space age" da bar in ottime condizioni, con base in marmo.



(Segue...)

Il collezionismo malato

Negli ultimi mesi mi è successo per ben tre volte: mi aggiudico un asta, oppure trovo su un sito di vendita un vero affare e attivo la proce...