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giovedì 23 febbraio 2012

Alessi (4)


Anni fa un collezionista mi mostrò entusiasta alcuni cataloghi antichi.
Boh, pensai io, preferisco il nudo metallo!
Invece pian pianino ho imparato ad apprezzarli.
Quanti di voi scopriranno ora di avere in casa un'infusiera della Alessi?
Io ho alzato la mano due volte qualche mese fa...
E' interessante poi vedere come durante gli anni la produzione sia via via scemata.





Un consiglio ai curatori del Museo: metteteci una tazzina in vetro sotto a queste anziane signore!
Visto che ho un marchingegno simile a questo qui sotto, gradirei se qualcuno mi spiegasse il suo funzionamento...
In ultimo vi delizio con rari oggetti di design...
Sogni proibiti per il normale appassionato.

Se ne avete qualcuno in casa... conservatelo con cura!

sabato 17 dicembre 2011

Alessi! (1)

A Crusinallo ci sono le montagne.
C'è un bel lago nelle vicinanze.
C'era la Bialetti...(sigh!)
E per fortuna c'è ancora l'Alessi.

Entrando verrete accolti da un Merdolino gigante (vedi qui sopra).
Un torrente scorre in mezzo alle due ali della fabbrica, e dona uno spettacolo surreale al visitatore.

Non vi racconterò la storia della Alessi.
I più curiosi potranno leggersela sul sito ufficiale.

Vi racconterò in sei (!) puntate cosa ho visto e soprattutto le mie emozioni.
Raccolta in una stanza di ragguardevoli dimensioni trova posto tutta la produzione attuale..
..come per esempio le miniature..
..e le caffettiere.
Acciaio e design.
Design ed acciaio.
Ogni singolo oggetto meriterebbe un post.
Ma in questa introduzione mozzafiato voglio solo invitarvi a sognare...
Chi non vorrebbe un servizio Bombè per stupire gli ospiti?
Io ho la fortuna di possedere la zuccheriera anni '50, e la uso giornalmente.
Oppure come non rimanere estasiati dinnanzi alla caffettiera napoletana 90018?
Oppure come non commuoversi con il bollitore di Sapper?
La realtà Alessi è veramente un qualcosa di diverso.
E' la dimostrazione che le idee, quelle buone, e la qualità, quella altissima, alla lunga.. pagano.


Alberto Alessi incarna lo spirito con il quale l'Italia potrebbe trovare una sua corretta dimensione industriale: non possiamo metterci in concorrenza con la Cina, 
non con oggetti di basso costo e di scarso appeal.

Ovviamente bisogna investire in progetti ambiziosi.
Bisogna essere lungimiranti.
Bisogna avere degli ottimi collaboratori.
Bisogna avere una struttura commerciale attenta alle richieste del mercato. 
Bisogna creare una "cultura del bello".
Bisogna avere coraggio.


Facile, no?
(continua)

sabato 3 dicembre 2011

Nel 1957... più o meno...

 ...Julie London figurava tra i primi posti della hit parade italiana con questa struggente canzone...
 Nello stesso (vago) periodo s'incontrarono un giorno a pranzo un gruppo di amici di Omegna e dintorni:

Cerutti Rosita della IRMEL al centro; 
poi in senso orario: Vercelli (tipografo omegnese) - 
Maulini (della Fornara e Maulini, accessori per rubinetteria) - 
Calderoni ( della bulloneria Calderoni, fratello o cugino della Calderoni pentole e posate) -  
(forse) Vistarini della omonima ditta che allora faceva componenti per la Lancia Automobili - 
Alessi Carlo (sviluppatore insieme al fratello Ettore della ditta Alessi) - 
Caldi (della ditta Girmi, frullatori e piccoli elettrodomestici) - Renato Bialetti (l'omino coi baffi) - 
Galli ( dell'omonimo salumificio della ns. zona) - 
Dora Meazza (della ditta Meazza e Masciadri).



Ringrazio Guido e Rosita per la foto e le preziose informazioni!

lunedì 11 gennaio 2010

La Cupola Alessi (di Aldo Rossi)

Dal Sito della Alessi:

Aldo Rossi

Milanese (1931-1997), è considerato da molti il più grande architetto italiano della seconda metà del ventesimo secolo. Ha iniziato la sua storia di architetto lavorando con Gardella e Zanuso. Drammaturgo dell'astrazione, della riduzione e della brevitas, con il suo linguaggio rigoroso di forme primarie, di geometrie e di evocazioni in assenza ha saputo creare alcune delle opere di architettura e di design più intensamente poetiche della sua epoca.


Attendere
Non farsi prendere dall'ansia dell'incauto acquisto
Valutare lucidamente il prezzo
Non avere rimorsi

Queste sono le regole che cerco di applicare quando trovo una macchina che non possiedo.
E di macchine ne ho veramente viste a migliaia in questi anni.
Tra queste c'era la Cupola, una vera icona tra le caffettiere.
Non mi è mai piaciuta a tal punto da spendere più del prezzo che reputavo "giusto".
E l'attesa è stata premiata.

"Ma è un'oggetto di design!"
"Ma è della Alessi!"
"Ma è la Cupola di Aldo Rossi!"

Queste le frasi che mi sono sentito ripetere come un mantra da tutti i venditori in questi anni.
E la mia risposta è stata sempre la stessa:
"Si, ma è una caffettiera, è di alluminio, e non ha 50 anni!"
Alla fine ho trovato chi la pensava come me.


Il collezionismo malato

Negli ultimi mesi mi è successo per ben tre volte: mi aggiudico un asta, oppure trovo su un sito di vendita un vero affare e attivo la proce...