mercoledì 5 agosto 2009

Le scuse del collezionista (criminal minds)

Vorrei tenere questo post "aperto" ai commenti ed alle integrazioni di tutti.

Da un'approfondita analisi del behavior analysis unit di Quantico, il collezionista
tipo è :
  1. maschio
  2. con un'età compresa tra 30 e 70 anni
  3. caucasico
  4. sociopatico
  5. affetto da disturbo compulsivo dell'acquisto
  6. geloso al parossismo nei confronti degli oggetti posseduti
Tali caratteristiche obbligano il soggetto ignoto (S.I.) a comportarsi in maniera subdola e fraudolenta nei confronti di familiari, amici e conoscenti; si aggira furtivo di notte alla ricerca dell'oggetto desiderato, scandagliando e monitorando il web ed i mercatini dell'antiquariato, ma una volta ottenutolo, ne desidera un'altro più bello e più caro, concatenando una sequenza di acquisti alla quale è difficile porre freno.

L' S.I. si mimetizza tra la folla, maschera le proprie intenzioni, e nel momento
a lui più propizio, colpisce il malaugurato venditore con offerte oscene, infamanti
ed indegne.

In seguito all'acquisto, resosi conto dell'atto privo di raziocinio ed inopportuno, medita un'elenco sempre più colorito di scuse da porgere alla propria consorte :

  • non diresti mai, ma l'ho trovata appoggiata al muro
  • mi mancava proprio questa per completare una parte di collezione
  • non ho potuto fare a meno di prenderla: guarda che bella!
  • è costata pochissimo
  • me l'hanno regalata
  • costava 300 ma l'ho presa a solo 200
  • ce l'hanno tutti
  • mi piaceva da impazzire
  • tra qualche anno varrà un sacco di soldi
  • ok, l'ho fatto di nuovo, ma quando voglio smetto
  • l'ho presa per te.....
  • si intona con il colore dei tuoi occhi
  • no, non è nuova, ce l'avevo in cantina in uno scatolone, non ricordi?(G)
  • bella eh? prova a dire quanto l'ho pagata... (e poi si dimezza la stima della consorte)
  • soldi sarà che noi non saremo (a Trieste)
  • l'avevo già pagata 2 mesi fa e la stavo aspettando da un amico
  • ho fatto uno scambio
  • ce l'avevo già ma l'ho fatta restaurare ed adesso è più lucida(G)
  • e tu, quante paia di scarpe hai?
  • lo so che in questo momento così delicato non era proprio il caso, ma l'ho fatto perchè mi sentivo giù di morale.
  • Su E-bay l'hanno venduta a 4 volte tanto (S.)
  • Oggi sono stato proprio fortunato
  • L'ho comprata per un amico collezionista.(G)
  • Questa la rivendo quando e come voglio, anche al triplo.(G)
  • Si, lo so, ce l'avevo già ma è rarissima.(G)
  • E' costata una cifra ma adesso mi fermo almeno per sei mesi.(G)
  • La cercavo da anni. Non l'ho mai vista da nessun collezionista.(G)
  • Ti ho comprato anche i tortelli di zucca i tuoi preferiti ....(tornando da Gonzaga).(G)
  • Un'alzataccia. Non c'era una mazza. Ho preso (con l'espressione avvilita) solo questa piccola ad alcool, questa banale elettrica e questa incompleta. (G)
  • Non fumo, non bevo, non mi drogo...potrò avere un piccolo vizio ? (G)
  • Mi sembra di averla vista sul Bramah (G)
  • E' simile ad una che ho visto sul Bramah (G)
  • Credevo fosse pubblicata sul Bramah... (G)
  • Ma è identica a quella la? No, il beccuccio è da tre (G)
  • l'ho comprata per tua madre, quella santa donna così discreta e riservata nei nostri confronti che se la meritava... (F)
  • ne avevo chiesta una dorata e la bionda commessa mi ha detto che se la seguivo nel retrobottega me la faceva vedere... (F)
  • l'ho presa solo per il mio amico lucio che lui altrimenti prende certe sole... (F)
  • Mah no ! no la xe nova, la gavevo za.. la go tirada fora per guardarla (A)
  • No la go comprada per mi... la xe per quel mulo.... te sa che me fazo sempre convinzer a far favori (A)
  • Iera un toco unico rarissimo no podevo no comprarlo (A)
  • Costava una miseria.... la xe una monada (A)
  • Me serviva per completar una serie... comunque costava una miseria (A)
  • la go comprada per disperazion per no tornar a mani svode... comunque come al solito la costava un'inezia (A)
  • ma cosa dici? l' ho comprata solo per rivenderla! (e accantono in cantina)(AM)
  • questa è magnifica! è una sorpresa: ne ABBIAMO già altre così, e anche della stessa dimensione, ma il colore...(AM)
  • era un'occasione alla quale non potevo rinunciare: mi servono i pezzi di ricambio(AM)
  • tanto adesso vendo il nintendo così posso acquistarne altre(AM)
  • questa era lì, sola soletta che mi chiamava...(AM)

venerdì 31 luglio 2009

Le infusiere monotazza S.M.I.

Da molti snobbate perchè "poco tecnologiche", le monotazza hanno da sempre suscitato in me
una simpatia immediata, conclusasi al 90% dei casi in un' acquisto.

A questa elegantissima S.M.I. , un marchio del quale non sono riuscito a trovare alcunchè,
se ne è aggiunta un'altra pochi giorni fa.

I manici finemente lavorati con motivi floreali la potrebbero collocare nei primi 10 - 20 anni dello scorso secolo.

Di ben altra fattura ,e più recente l'infusiera visibile qui sotto.

Il lato esterno in rame, quello interno nickelato.

Lo stesso marchio è riportato su entrambi i lati dell'impugnatura del coperchio.

A parte qualche piccola botta dovuta allo scarso uso (prontamente ribattuta), questa monotazza
si presenta in uno stato sostanzialmete perfetto.

Piccolo oggetto, piccolo prezzo, ma come al solito tanta emozione.

domenica 26 luglio 2009

La misteriosissima A C (parte terza)





Si, alla fine l'ho usata più volte, dopo uno scrupoloso rodaggio.
Il sapore del caffè ottenuto è... antico, ed unico.
In altre occasioni avrei usato le consuete iperboli linguistiche per descriverne le forme,
per esaltarne lo stile, la tecnica... o per documentare le 6 ore di restauro.
Ma le immagini parlano da sole.
Questa è una macchina da sogno, misteriosissima...
E basta.


La misteriosissima A C (parte seconda)

Ed ecco la macchina completa, ovviamente prima di una qualsiasi pulizia.
Le forme volevano richiamare le macchine in uso nei bar anni '20 e '30.

Anche la doppia erogazione doveva dare quel senso di professionalità "misteriosa" che i baristi
dovevano trasmettere, essendo le macchine dell'epoca delle vere e proprie
"bombe a vapore".

I reggitazzine erano avvitati alla base attraverso una staffa di generose dimensioni.

La caldaia aveva un rivestimento interno simile ad una vernice, più verosimilmente una placcatura con un materiale mai visto prima.

Un particolare dell' ogiva in ottone della valvola di sfiato; da notare la cura costruttiva dell'insieme.


E per concludere ecco il video relativo alla primissima prova effettuata.
Alzate il volume per sentire il fischio!


La misteriosissima A C (parte prima)

Andiamo per gradi:
qualche settimana fa, un amico mi segnalò il fatto che era appena uscito da qualche minuto un'interessante annuncio di una macchina in vendita a Trieste.
"Cos'è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità di esecuzione!! (Il Perozzi)"
Tempestai di mail il venditore (conto terzi) e gli proposi quasi il doppio del prezzo (già alto)
di partenza.
Questa macchina era per me un mondo sconosciuto, ma grazie ad un aiutino esterno mi decisi di tuffarmi alla cieca, a capofitto.
Il giorno dopo, sfidando i blocchi del traffico causati dal G8, andai a ritirarla.

Il portafiltro era scomponibile in tre parti.
Il tappo visibile in dettaglio qui sotto presentava ancora le tracce della fresatura originaria con qualche bava metallica.

Il filtro era laminato in nickel, con doppio pomello per facilitarne l'uso.

Il coperchio , fornito di 2 rubinetti era molto ossidato.

I rubinetti erano molto duri da manovrare, e la guarnizione, ovviamente secca e da sostituire non era originale (moka da 12).
Un buon indizio questo, apprezzo molto le macchine utilizzate anche in epoca successiva all'acquisto.

Ecco uno splendido particolare del coperchio, simile ad una sonda spaziale.

La valvola di sfiato vapore era leggermente intasata da grasso e sporco.
L'uscita era sagomata a fischiotto per avvisare l'utilizzatore della sopraggiunta pressione
necessaria alla fuoriuscita del caffè.
Mi sembrava strana la mancanza di una valvola di sicurezza....

Il tappo a vite era in bachelite (come i pomoli dei rubinetti)
ed era fornito di un registro per recuperare i giochi che si creavano man mano che la guarnizione schiacciandosi avesse perso spessore.

Ed ecco il misteriosissimo logo del produttore.
Macchine identiche erano state costruite a Pavia ed a Parigi con marchi diversi.
Chissà se qualcuno lo riconosce e me lo segnala?

Qui sotto si può vedere la valvola di sicurezza, inizialmente nascosta da strati di sporco e calcare.
Semplice e geniale, provvista di registro di taratura per regolare la pressione di sfiato.

sabato 25 luglio 2009

Chiavi di ricerca (4)

Prendo spunto da un blog che non posso citare, (ma che rimane per me un punto di riferimento) per allietare i miei lettori con le frasi-parole chiave che le persone hanno utilizzato nei vari motori di ricerca per arrivare qui.
Alle migliori domande (o frasi sconfusionate) cercherò di dare le mie migliori (!) risposte.
Tanti mi hanno chiesto cosa fossero queste chiavi: questo è un esempio (cliccate qui sopra)
Il giorno 17 luglio tutti quelli che sono approdati a questo blog, avevano digitato le parole elencate.


  • D: forum la pavoni caffe
  • R: Purtroppo i forum riguardanti le macchine a leva sono solo in inglese o tedesco. Qualcuno si offre per gestire un forum? Il mio è fallito miseramente....
  • D: riti magici con il caffè
  • R: Il caffè è di per sè magico. Ma usarlo in qualche rito proprio non ce lo vedo; potresti realizzere candele al caffè. oppure potresti bere un caffè e credere che sia un rito propiziatorio.
  • D: pene tatuaggi
  • R: taluni collezionisti di caffettiere magari ce l'hanno tatuato... ma che schifo però.
  • D: come pulire la cafetiera italiana
  • R: ok : ho fatto il tutorial quindi non avete più scuse. però... mica tutti sono collezionisti.. quindi perchè pulire e lucidare le caffettiere? la moka deve essere sporca, zozza, incrostata, solo così il caffè sarà "speciale".
  • D: schiumare il latte a mano
  • R: ehm... si può fare, ma ci vuole una certa destrezza di polso. e le solite precauzioni per evitare che gli schizzi finiscano per imbrattare vestiti e pavimento.

La Stella Espresso: un caffè sublime!

Nel 1954 la Stella Espresso rappresentò un tentativo delle officine metallurgiche Sgarbi & Chiozzi
di proporre un prodotto innovativo rispetto alla produzione oramai datata di macchine da viaggio ad alcool ed elettriche.
Le Moke e Le Signore spopolavano da tempo: era iniziata l'era dell'alluminio.
Successivamente tale strada venne abbandonata dalla Stella - Lux ( ma che bel nome!!) in luogo dell'acciaio inox.
La produzione attuale la potete vedere qui .

Il collarino in ottone fu il segno distintivo ed unico di questa caffettiera,
ma fu anche ciò che la condannò a soccombere rapidamente rispetto alle concorrenti.

Nella spiegazione tecnica del coefficiente di dilatazione termica volumetrica, risulta evidente che materiali diversi hanno dilatazioni diverse all'aumentare della temperatura.
Il valore dell'alluminio è 24, quello dell'ottone è 19.

Questo fatto avrebbe dovuto essere evidente anche 50 anni fa, infatti un'accoppiamento a vite tra due materiali differenti creava con l'uso quotidiano delle sollecitazioni devastanti a livello della filettatura e dello stesso collarino; infatti non è raro trovarlo spezzato in senso assiale.
Un altro fattore di stress poco considerato, ma ben visibile dal tipo di corrosione del filetto della base in alluminio è quello relativo alle correnti galvaniche: in questo sito alla voce corrosione da contatto, si può trovare la spiegazione di questo fenomeno elettrolitico.

Per mia fortuna la qui presente è stata sì usata ( come si può evincere dalla foto interna ) ma non troppo.

Talvolta la diversità paga.
Talvolta crea solamente dei problemi.

Rimane il fatto che a livello di design rimane uno splendido esempio di stile.

Ringrazio ancora Giorgio per questo splendido regalo.

Il collezionismo malato

Negli ultimi mesi mi è successo per ben tre volte: mi aggiudico un asta, oppure trovo su un sito di vendita un vero affare e attivo la proce...